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Dal Furto Semplice al Deep Fake: Le Nuove Frontiere del Crimine e la Legge Italiana

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Dal Furto Semplice al Deep Fake - Le Nuove Frontiere del Crimine e la Legge Italiana

Quando parliamo di “furto” l’immagine che istintivamente si proietta nella mente delle persone, è quella del ladro che, con il piede di porco, tenta di forzare la porta di un’abitazione ma, questa immagine da sola, non è sufficiente perché esistono diverse tipologie di furto, e la legislatura interviene a seconda del caso, con normative specifiche per fare distinzioni cruciali per la procedibilità, per la definizione delle pene e quindi sull’impatto di queste ultime su chi commette il reato.

Conoscere le tipologie di furto contemplate dal Codice Penale ci aiuta ad avere maggiore consapevolezza del rischio e a gestirlo adeguatamente.

Cos’è il furto?

Il furto è un reato contro il patrimonio, che consiste nell’impossessarsi della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, con l’intenzione di trarne profitto per sé o per altri.

Quanti tipi di furto esistono?

Facciamo una prima distinzione tra furto semplice e furto aggravato.

Il furto semplice è disciplinato dall’art. 624 del codice penale e si realizza quando una persona sottrae, senza violenza o minaccia, un bene che appartiene a un’altra persona, per trarne profitto.

L’assenza di violenza è ciò che distingue il furto semplice dal furto aggravato e si materializza per esempio quando un impiegato sottrae materiale di cancelleria dal cassetto aperto dell’ufficio per portarlo a casa e utilizzarlo per scopi personali; quando una persona sottrae un borsellino lasciato incustodito sul tavolino del bar dal legittimo proprietario, approfittando della sua distrazione ma senza destrezza o violenza, oppure quando in palestra qualcuno sottrae il telefono dal giubbotto custodito nell’armadietto non chiuso a chiave, senza forzare la serratura.

Il furto aggravato è disciplinato dall’art. 625 del codice penale e si materializza quando il furto semplice, per la modalità di esecuzione, il luogo o il tipo di oggetto sottratto, è realizzato con destrezza, con scasso o con mezzo fraudolento.

Pensa ai borseggiatori che sottraggono il portafoglio dalla tasca della vittima senza che questa se ne accorga, oppure alle persone che sottraggono merce da un negozio nascondendola. Queste due circostanze descrivono esattamente il furto con destrezza.

Roberto Benigni, nella mitica scena del supermercato (clicca per guardare) nel film “Il Mostro”, dà una dimostrazione esemplare del furto con destrezza.

L’utilizzo di martelloni, piedi di porco, smerigliatrici per forzare le barriere di protezione è ciò che classifica il “furto aggravato dalla circostanza dello scasso”.

La possibilità di disporre di strumenti per il fai-da-te a batterie, ha agevolato l’attività illecita di molti ladri che, dotandosi di smerigliatrici portatili, hanno danneggiato serrande di attività commerciali per farsi largo all’interno dei locali e sottrarre velocemente merce, valori e contanti.

L’eventuale utilizzo di uniformi ufficiali, consente al ladro di compiere un furto aggravato dalla simulazione della qualità di pubblico ufficiale, ai danni di vittime che, impressionate dalla fiducia o dall’autorità dell’uniforme, diventano facili prede da raggirare e a cui sottrarre valori.

Anche l’utilizzo di Jammer per neutralizzare i sistemi di controllo, rappresenta una circostanza che favorisce il furto con l’aggravante del mezzo fraudolento. Pensa a quanti furti d’auto vengono realizzati così… il proprietario del veicolo crede di aver chiuso la macchina con il telecomando, ma ignora che qualcuno nei paraggi, dotato di Jammer, ha neutralizzato il segnale e riesce così ad appropriarsi della vettura agevolmente.

Il furto aggravato, lo abbiamo detto prima, è un furto semplice aggravato da specifiche circostanze che riguardano la modalità con cui viene eseguito, il luogo o il bene sottratto. Le caratteristiche che emergono sono la destrezza, lo scasso e i mezzi fraudolenti.

Lo scasso si realizza quando il ladro agisce con violenza sulle cose per rubare merce, valori o contanti. Quando la violenza viene esercitata non più sulle cose, ma sulle persone, si parla di Furto con Strappo e Rapina.

Qual è la differenza tra furto con strappo e rapina?

È necessario fare questa distinzione perché l’impatto delle pene previste per tali reati sulla persona che commette il reato è maggiore, così come è maggiore l’impatto del trauma su chi subisce un’azione del genere.

Il furto con strappo è disciplinato dall’art. 624-bis del codice penale e si realizza quando il ladro strappa con violenza la cosa dal corpo della vittima. La violenza in questo caso è maggiormente esercitata sulla cosa e di riflesso sulla vittima che oppone resistenza fisica allo strappo. Non c’è una vera e propria violenza sulla persona.

Il furto con strappo è punito con la reclusione da quattro a sette anni e con la multa da euro 927 a euro 1.500.

La rapina è il reato contro il patrimonio più grave e, in quanto tale, è punito con pene molto più severe perché danneggia la liberta e l’integrità fisica della vittima. È disciplinato dall’art. 628 del codice penale e si materializza quando l’autore usa violenza o minacce sulla persona per sottrarre o per assicurarsi il possesso della cosa rubata.

Quando avviene una rapina?

La rapina avviene per esempio, quando un ladro minaccia un cassiere con un’arma per farsi consegnare i soldi oppure quando aggredisce fisicamente una persona per immobilizzarla e sottrarle il portafoglio.

La rapina che si realizza con violenza o minaccia alla persona, è punita con la reclusione da quattro a dieci anni e con la multa da euro 927 a euro 2.500. Tali pene aumentano drasticamente (fino a vent’anni di reclusione) se ricorrono circostanze aggravanti, come l’uso di armi o se il fatto è commesso da più persone riunite.

Come è punito il furto semplice?

Secondo quanto disposto dalla Riforma Cartabia, il furto semplice è procedibile a querela della persona offesa, cioè l’azione penale può essere innescata solo se la vittima del furto presenta formale richiesta all’Autorità Giudiziaria.

Come è punito il furto aggravato?

Fino al 2019, quando era in vigore la Legge sulla Legittima Difesa, il furto aggravato era procedibile d’ufficio, e lo Stato poteva perseguire il reato non appena ne veniva a conoscenza, anche senza la querela della vittima. Secondo quanto disposto oggi dalla Riforma Cartabia invece, il furto aggravato è procedibile a querela della persona offesa, cioè l’azione penale può essere innescata solo se la vittima del furto presenta formale richiesta all’Autorità Giudiziaria, eccetto in quei casi in cui l’offeso sia incapace o nei casi in cui il furto avviene in abitazione. Approfondiremo tali eccezioni nei prossimi articoli.

Il furto d’identità digitale è un furto semplice o aggravato?

Con la diffusione dei mezzi informatici, abbiamo già detto che il furto assume uno spettro più ampio e ci tocca indagare anche questo aspetto, infatti sebbene le circostanze con cui si realizza lo identifichi più come frode, parliamo del furto di identità digitale, conosciuto anche con il termine Cybercrime, come primo passo per commettere altri atti illeciti contro il patrimonio o contro l’immagine personale della vittima. Trovi l’approfondimento in questo articolo.

Il furto di identità digitale produce dati sempre più allarmanti se consideriamo che riguarda diverse ipotesi illecite, quali l’apertura di conti correnti bancari, il rilascio di carte di credito, l’acquisto di beni e servizi.

L’art. 640 ter del Codice Penale contempla il delitto di frode informatica, stabilendo che chiunque alteri in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o interviene senza averne diritto su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico, procurando a sé stesso o ad altri un ingiusto profitto a danni di altri, è punito con reclusione e multa.

Come è punito il furto di identità digitale?

La misura con cui viene applicata la pena dipende dalla gravità e dalle modalità con cui il reato viene commesso.

Il delitto di frode informatica aggravata dal furto di identità digitale è procedibile d’ufficio, con reclusione da due a sei anni e multa da euro 600 a euro 3mila se è aggravata dal furto o indebito utilizzo dell’identità digitale di uno o più soggetti.

Trovi l’approfondimento in questo articolo: Come è punito il furto d’identità digitale?.

L’evoluzione esponenziale dell’Intelligenza Artificiale (AI) ha aperto una nuova e inquietante frontiera: la manipolazione della percezione e della realtà attraverso la creazione di contenuti iper-realistici.

Il prossimo articolo si concentrerà proprio sui DeepFake, la creazione di video, audio e immagini falsificate che sfruttano il volto e la voce di persone reali per scopi illeciti. Questa tecnologia non minaccia solamente il patrimonio, ma colpisce direttamente l’onore, la reputazione e la credibilità.

Analizzeremo in che modo il nostro ordinamento giuridico tenta di inquadrare e sanzionare questi attacchi alla verità e all’immagine personale.

Fai clic qui per leggere tutto lo studio condotto da BOR sulla sicurezza nel 2025.

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Dal Furto Semplice al Deep Fake: Le Nuove Frontiere del Crimine e la Legge Italiana
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