Se stai valutando di potenziare la sicurezza della tua azienda, non c’è tempo da perdere. La finestra per prenotare i fondi ZES Unica, comunicando il tuo piano di investimenti all’Agenzia delle Entrate, è aperta dal 31 marzo al 30 maggio 2026.
Se stai redigendo il budget per un ampliamento o un nuovo insediamento in Campania, questo è il momento giusto per includere il capitolo “sicurezza” nel tuo piano di investimenti, ammortizzandone drasticamente i costi grazie allo Stato. Hai a disposizione il Credito d’Imposta “ZES Unica Mezzogiorno”, una misura che ti permette di recuperare fino al 60% dei tuoi investimenti per le aziende in Campania, a seconda delle dimensioni aziendali e dello stanziamento fondi.
Vediamo nel dettaglio come funziona la ZES Unica, così puoi fare calcoli realistici per il tuo business.
La percentuale di agevolazione viene determinata da due fattori cruciali: la dimensione della tua azienda e il meccanismo di riparto dei fondi statali.
Quali sono le aliquote riconosciute in base alle dimensioni aziendali?
In Campania, le percentuali massime di credito d’imposta riconosciute seguono la Carta degli aiuti a finalità regionale e sono strutturate per premiare maggiormente le realtà più piccole. Nello specifico, l’agevolazione massima applicabile al tuo Progetto di Investimento è così suddivisa:
- Piccole Imprese: Fino al 60% di credito d’imposta. Rientri in questa fascia se la tua azienda ha meno di 50 occupati e un fatturato o totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.
- Medie Imprese: Fino al 50% di credito d’imposta. Rientri in questa fascia se hai meno di 250 occupati e un fatturato annuo fino a 50 milioni di euro, o un totale di bilancio fino a 43 milioni.
- Grandi Imprese: Fino al 40% di credito d’imposta. Rientri in questa fascia se la tua azienda supera i limiti dimensionali e finanziari precedenti.
Qual è il criterio per lo stanziamento dei fondi ZES Unica e il meccanismo del “Riparto”?
Le percentuali sopra elencate rappresentano le aliquote massime teoriche. Nella pratica lo Stato stanzia un plafond finanziario (un budget totale) limitato per finanziare questa misura in tutto il Sud Italia. Il beneficio finale che otterrai dipende dalle richieste totali inviate da tutte le imprese del Mezzogiorno, pertanto:
- Se i fondi stanziati sono sufficienti a coprire tutte le domande, riceverai la tua aliquota per intero.
- Se le richieste superano i fondi disponibili (come è fisiologico per le misure più vantaggiose), l’Agenzia delle Entrate applica un meccanismo di riparto proporzionale.
Un esempio pratico: Immagina di essere una Piccola Impresa e di presentare un piano di investimenti da 200.000 € (comprensivo del tuo nuovo impianto di videosorveglianza). Il tuo credito teorico al 60% è di 120.000 €. Tuttavia, se a chiusura della finestra di presentazione l’Agenzia delle Entrate decreta che i fondi bastano a coprire solo il 50% delle richieste totali nazionali, il tuo credito d’imposta effettivo e utilizzabile in compensazione (F24) sarà ricalcolato a 60.000 €.
L’acquisto di un impianto di videosorveglianza avanzato può rientrare nella ZES Unica?
La risposta è sì, ma con delle regole ferree che non ammettono errori in fase di pianificazione.
Quali sono i requisiti da soddisfare per accedere alla ZES Unica?
Il primo requisito da soddisfare per accedere alla ZES Unica è che l’investimento riguardi l’acquisto di “nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie“.
Un sistema di videosorveglianza aziendale, essendo un impianto strettamente legato alla tutela del patrimonio aziendale e al presidio dei flussi produttivi o logistici, è a tutti gli effetti un bene strumentale agevolabile. Tuttavia, ci sono due paletti iniziali fondamentali:
- Novità assoluta: Le telecamere, i server e l’intero ecosistema devono essere rigorosamente di nuova fabbricazione. Non sono ammessi hardware usati o rigenerati.
- Strumentalità: L’impianto deve essere installato e messo in funzione all’interno della struttura produttiva campana per la quale si richiede il beneficio.
Lo scoglio dei 200mila euro: come superarlo legalmente
La normativa della ZES Unica fissa una soglia minima di investimento pari a 200.000 euro.
È evidente che un impianto di videosorveglianza, per quanto tecnologicamente avanzato e perimetrale, difficilmente raggiungerà da solo quella cifra, tuttavia la normativa stabilisce che i beni strumentali debbano rientrare all’interno di un più ampio “Progetto di Investimento Iniziale”.
In termini pratici, potrai far rientrare l’impianto BOR se lo inserisci nel budget globale di un piano strategico più vasto, come ad esempio la creazione di un nuovo stabilimento in Campania oppure l’ampliamento della capacità di un sito produttivo o di un polo logistico esistente (che, inevitabilmente, richiederà nuove telecamere per il controllo dei nuovi spazi), oppure la diversificazione della produzione con l’inserimento di nuove linee e macchinari (che andranno sorvegliati).
Se la somma totale delle spese ammissibili (es. costruzione capannone + nuove linee di produzione + impianto BOR) supera i 200.000 euro, tutto il pacchetto beneficerà del credito d’imposta.
Quali sono i Requisiti Normativi per accedere alla ZES Unica?
L’installazione deve avvenire nel pieno rispetto dello Statuto dei Lavoratori (Art. 4, L. 300/1970) e del GDPR. Questo significa che, prima dell’attivazione, dovrai aver stipulato un accordo sindacale o, in alternativa, aver ottenuto l’autorizzazione dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
In BOR progettiamo impianti la cui architettura tecnica è già predisposta per essere “compliance-ready”, facilitando l’iter burocratico.
L’importanza della documentazione tecnica e contabile
L’accesso al Credito d’Imposta ZES Unica richiede una comunicazione puntuale all’Agenzia delle Entrate e, soprattutto, una Certificazione rilasciata da un Revisore Legale dei conti che attesti l’effettivo sostenimento delle spese e la loro congruità.
In questa fase, avere stime approssimative porta solo a bocciature. Scegliendo BOR come fornitore, integrerai nel tuo dossier fiscale:
- Progetti esecutivi dettagliati, che dimostrano oggettivamente la strumentalità dell’impianto rispetto al tuo ciclo aziendale.
- Preventivi analitici e fatture chiare, dove le voci di costo (hardware, licenze software, manodopera di installazione) sono perfettamente scorporate e allineate alle categorie di spesa agevolabili previste dalla norma.
Se vuoi agevolare un investimento fatto (o da fare) nel 2026, devi rispettare queste finestre temporali:
- Dal 31 marzo al 30 maggio 2026 devi inviare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione telematica che indica l’ammontare delle spese ammissibili già sostenute dal 1° gennaio 2026 e di quelle che prevedi di sostenere fino al 31 dicembre 2026.
- Entro il 31 dicembre 2026, l’impianto di videosorveglianza e gli altri beni previsti nel progetto devono essere fisicamente acquistati, installati e collaudati.
- Dal 3 al 17 gennaio 2027, devi confermare all’Agenzia delle Entrate che gli investimenti prenotati a maggio sono stati realmente effettuati entro l’anno, allegando le fatture elettroniche e le certificazioni del Revisore Legale.
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